Episodio 4: carnevale!

In questo episodio vi racconto del carnevale, l’unico giorno dell’anno dove tutto è permesso e dove la regola è solo una: giocare e divertirsi.

Sono sicura che quasi tutti voi abbiate già sentito parlare del carnevale di Venezia, uno dei più famosi al mondo, ma in realtà in Italia abbiamo diversi carnevali, i più famosi sono almeno quattro: il carnevale di Viareggio, il carnevale di Ivrea, di Acireale e di Putignano; tutti questi hanno in comune almeno un paio di cose: i coriandoli, le stelle filanti, le chiacchiere e i costumi!

Il carnevale è in assoluto la festa più divertente e variopinta, e in quanto a storia non ha niente da inviare alle altre tradizioni.  A seconda del calendario il carnevale può cadere tra febbraio e marzo, arriva comunque verso la fine dell’inverno… nell’antica Roma si voleva festeggiare proprio questo momento: l’imminenza della primavera, del rinnovamento, dell’anno nuovo. In questa occasione era permesso tutto ciò che per il resto dell’anno era vietato: gli schiavi potevano considerarsi uomini liberi, comportarsi e vestirsi come tali, era un momento caotico, sovversivo e scherzoso. Finiti i festeggiamenti tutto doveva tornare come prima, obblighi sociali e gerarchie da rispettare. 

Il sopravvento del cristianesimo non ha cambiato più di tanto le cose, l’allegria e i festeggiamenti continuarono a far parte della consuetudine ma venne data più importanza alla Quaresima, cioè i 40 giorni prima di Pasqua. Per la tradizione cattolica infatti la  quaresima, che di solito inizia di Mercoledì, è un periodo dove la devozione e l’impegno religioso devono essere un po’ più forti del solito.  Si usava spesso infatti “fare un fioretto”, cioè una piccola rinuncia per dimostrare la propria volontà d’animo. Ebbene proprio davanti alla prospettiva di rinuncia e penitenza il Martedì Grasso era la giornata perfetta per darsi a mangiate e festeggiamenti sfrenati, tutti i piatti prelibati che non si sarebbero potuti mangiare dal Mercoledì in poi, si mangiavano il Martedì Grasso…che è proprio il giorno di carnevale! Oggi il carnevale si festeggia ancora così: le strade dei paesi si riempiono di maschere, di persone travestite, sfilate di carri pieni di figure e personaggi, si lanciano i coriandoli e le stelle filanti. Cercate su internet “carri di carnevale” e avrete un’idea di quello che vi sto raccontando!

Avete mai senti parlare di Arlecchino e Pulcinella? Sto parlando delle maschere tradizionali del Carnevale, cioè dei personaggi popolari che rappresentano il carattere della gente comune dell’epoca. Ogni regione italiana ha la sua propria maschera: a Napoli c’è Pulcinella che non sa mai stare zitto. Avete mai sentito il modo di dire “un segreto di pulcinella”? … è una cosa che sanno tutti e non è più un segreto!  Arlecchino invece è Lombardo, è un po’ pigro e di sicuro con quel vestito non passa inosservato: pieno di pezze e toppe colorate! Ogni personaggio, Pantalone a Venezia, Meneghino a Milano e Gianduja a Torino rappresenta vizi e virtù della gente comune e tutti sono diventati dei veri e propri personaggi teatrali della Commedia.

E voi da cosa vi siete vestiti a carnevale? O come si festeggia questa giornata? Se vi va fatemelo sapere con un commento!

PAROLE:

  • variopinto = colorato       esempio: un vestito variopinto è un vestito con tanti colori diversi.
  • imminenza = prossimità di un evento, che avverrà a breve.     esempio: la Pasqua è imminente, dovremo comprare le uova di cioccolata. 
  • sovversivo = che va contro le regole.    esempio:  ogni rivoluzione è sovversiva.
  • consuetudine = abitudine.    esempio: a Natale è consuetudine scambiarsi i regali.
  • devozione = rispettare le regole religiose.    esempio:  Anna prega tutti i giorni e va in Chiesa ogni domenica, è un grande esempio di devozione!  Può significare anche “rispetto, affetto”.  esempio: Giulia ha una grande devozione per suo zio: le è stato vicino fin da piccola.
  • fare un fioretto: piccolo sacrificio o impegno che si offre a Gesù, alla Madonna o ad altre figure religiose.     “quest’anno faccio un fioretto: non mangerò cioccolata fino a Pasqua”.
  • un segreto di Pulcinella: un segreto che sanno tutti.    esempio:  “Giulio e Valeria sono fidanzati, ma non devi dirlo a nessuno”  – ” ma se lo sa tutto il paese! E’ un segreto di Pulcinella!”

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